Nathan Chiche, l'enfance de l'art
Emmanuel CiroddeFotografie: Olivier Borde

L’articolo
Su Point de Vue (numero dal 24 al 30 luglio 2024, serie «L'été dans le Grand Est»), Emmanuel Cirodde firma un ritratto di Nathan Chiche, fotografato da Olivier Borde nella scuola di Jean Prouvé a Vantoux, dove il gallerista ventiquattrenne ha appena aperto la sua galleria. Il testo è ripreso il 26 luglio sul sito della rivista, dove il seguito è riservato ai lettori registrati.
Chiusa nel 2014, la scuola smontabile è stata trasportata a Nancy per essere interamente restaurata. Nathan Chiche racconta di averla scoperta durante un corso di storia dell'arte e di aver poi proposto di farne una galleria che la mantenesse aperta al pubblico. Per la mostra inaugurale dedicata a Jean-Pierre Raynaud, l'aula ha ritrovato i suoi arredi d'epoca, prestati dal municipio: sui banchi, piastrelle di maiolica realizzate per la Biennale di Venezia del 1993, raffiguranti un cranio neolitico acquistato a Londra, diventano pezzi unici grazie a lettere e numeri di plastica da scolaro. Il gallerista riferisce che l'artista trova qui ciò che un museo non gli offre.
Il ritratto insiste sulla trasmissione: la galleria è cofondata con la madre, Patricia Chicheportiche, fondatrice della galleria 208 a Parigi, con la quale sceglie artisti capaci di comprendere lo spirito del luogo. Menziona anche la collezione di 10.000 libri iniziata a 12 anni. Le ultime pagine raccolgono i suoi indirizzi a Metz, dalla cattedrale di Saint-Étienne al Centre Pompidou-Metz, al Musée de La Cour d'Or e alla chiesa di Saint-Maximin, con libreria, mercato coperto, caffè e negozio di dischi.
« Je suis attaché à ce principe de transmission qui est aussi celui d'une école. »
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