L’école Prouvé de Vantoux transformée en galerie d’art : « Un lieu rarissime »
Lisa LagrangeFotografie: Gilles Wirtz

L’articolo
Nell'edizione cartacea di Le Républicain Lorrain del 28 aprile 2024 (pagina 26, edizioni di Metz e di Meurthe-et-Moselle Nord), Lisa Lagrange visita l'ex scuola Jean Prouvé di Vantoux, tre settimane prima dell'apertura della galleria, il 16 maggio. Parte da un dettaglio del corridoio: i piccoli attaccapanni degli scolari, rimasti di fronte agli oblò caratteristici di Prouvé, in una scuola chiusa dal 2014 e ormai tutelata come monumento storico.
La giornalista ripercorre la scelta del comune, proprietario dei locali, che tra diverse candidature ha selezionato il progetto di Nathan Chicheportiche e di sua madre, dopo la partenza degli architetti e dei designer che occupavano l'edificio. Il gallerista, originario di Parigi, racconta di aver scoperto la scuola durante i suoi studi di storia dell'arte e di volerla aprire al pubblico oltre le Giornate del patrimonio, esponendovi artisti che rispondano all'opera di Prouvé.
Venuto a partecipare all'allestimento, Jean-Pierre Raynaud, 84 anni, presente nelle collezioni del Centre Pompidou, del MoMA e del Guggenheim di Bilbao, ha ripreso le sue piastrelle di maiolica della Biennale di Venezia del 1993, che gli valsero il premio d'onore, aggiungendovi la stampa di un cranio e lettere e numeri colorati. Il municipio ha tirato fuori i banchi doppi originali, che non saranno in vendita, per ricostituire l'aula. L'articolo precisa che l'artista non accetta quasi più mostre e ha detto di sì solo per ammirazione verso Prouvé, e che altri artisti hanno già manifestato il desiderio di esporre a Vantoux.
« On a voulu, avec l'artiste, reconstituer cette classe, pour instaurer un dialogue entre Jean-Pierre Raynaud et l'histoire de l'école. »
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