Nathan Chiche s'installe dans une école de Prouvé
Stéphanie PiodaFotografie: Studio Rémi Villaggi, Metz

L’articolo
Su Le Quotidien de l’Art, Stéphanie Pioda racconta come la galleria Nathan Chiche si sia insediata nella scuola comunale di Vantoux, costruita da Jean Prouvé nel 1951 e in funzione fino al 2014. Tutto parte da un annuncio notato su Leboncoin: il bando lanciato un anno prima dal municipio.
La giornalista descrive nel dettaglio il restauro, 620.000 euro sovvenzionati al 92%, durante il quale i Métalliers Lorrains hanno pulito a mano tutte le strutture metalliche. La scuola, iscritta nell'inventario supplementare dei monumenti storici nel 2001, comprende un'aula e un laboratorio; il comune ne ha conservato gli arredi e ha venduto l'alloggio del maestro alla galleria Seguin. Tra le candidature, fra cui un progetto alberghiero, è stata scelta quella di Nathan Chiche, per un affitto che il sindaco, Antoine Dorr, riconosce molto inferiore ai prezzi di mercato.
Il gallerista vuole conciliare commercio e cultura, con programmi educativi condotti con scuole e università e quattro mostre l'anno in relazione con Prouvé. Per l'apertura, il 16 maggio, Jean-Pierre Raynaud declina l'immagine di un cranio neolitico della sua collezione su piastrelle di ceramica bianca, residui del padiglione francese della Biennale di Venezia del 1993, e accosta preistoria e infanzia.
L'articolo presenta anche Nathan Chiche, 24 anni, figlio di Patricia Chicheportiche (galleria 208) e appassionato di legatoria, che apre una libreria dedicata alla bibliofilia, ai multipli e agli oggetti di design. La galleria, aperta dal giovedì al sabato, è diretta da Bernardo Di Battista e punta sulla vicinanza del Centre Pompidou-Metz.
« Il y a une fraîcheur, une rencontre, une nouvelle expérience que les musées ne peuvent plus m’apporter aujourd’hui »
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