Jean-Pierre Raynaud : « Ce n'est pas une exposition mais une rencontre »
Lisa LagrangeFotografie: Hugo Azmani

L’articolo
Nell'edizione di Metz di Le Républicain Lorrain, Lisa Lagrange racconta l'inaugurazione della galleria Nathan Chiche, giovedì 16 maggio 2024, nell'ex scuola Prouvé di Vantoux. Rileva l'affluenza della stampa, con il sindaco Antoine Dorr che parla di un intero autobus di giornalisti parigini, e la presenza di Jean-Pierre Raynaud, venuto a parlare della sua opera su invito dei galleristi, una madre e suo figlio.
L'articolo si concentra sul senso che l'artista attribuisce alla sua venuta. Presente nelle collezioni permanenti del Centre Pompidou, del MoMA e del Guggenheim di Bilbao, e raramente in galleria, afferma di aver accettato per ammirazione verso Jean Prouvé e parla di un incontro piuttosto che di una mostra. Le sue vanitas, installate senza forare le pareti, rispondono con la loro serialità agli oblò dell'edificio, e spiega di aver voluto rispettare il luogo.
Interrogato sulla presenza di crani in una scuola chiusa nel 2014 dopo mezzo secolo di attività, collega la fine e l'inizio della vita e fa dell'infanzia ciò che lo unisce a Prouvé come a ciascuno; ricorda anche il suo amico Francis Bacon. Tra gli invitati la giornalista cita Jean-Luc Bohl, sindaco di Montigny-lès-Metz, e Françoise Jean, maestra nella scuola alla fine degli anni Ottanta.
Nathan Chicheportiche annuncia conferenze e concerti e conta ora sui visitatori. La galleria apre al pubblico il giorno successivo, poi il giovedì, il venerdì e il sabato dalle 14 alle 18, con ingresso libero.
« Ce n’est pas une exposition, c’est une rencontre, j’y tiens. Je suis invité chez Jean Prouvé. »
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